Se hai appena aperto la partita IVA, stai valutando di trasformare la tua attività in società, o semplicemente vuoi capirci qualcosa in più quando il tuo commercialista pronuncia queste sigle, questa guida fa per te. IRPEF, IRES e IRAP sono le tre imposte principali che riguardano il reddito prodotto in Italia, ma si applicano a soggetti diversi, con regole diverse. Vediamole una per una.
IRPEF: l’imposta delle persone fisiche
L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l’imposta che paghi se sei una persona fisica: lavoratrice dipendente, libera professionista, titolare di ditta individuale, pensionata, o socia di una società di persone (Snc, Sas). Non paga IRPEF, invece, chi ha aderito al regime forfettario, che applica un’imposta sostitutiva separata.
L’IRPEF è progressiva a scaglion: più guadagni, più alta è l’aliquota che si applica, ma solo sulla parte di reddito che rientra in ciascuna fascia. Dal 2026 gli scaglioni sono tre:
– 23% fino a 28.000 € di reddito
– 33% da 28.001 € a 50.000 €
– 43% oltre 50.000 €
Facciamo un esempio pratico: se il tuo reddito imponibile è 35.000 €, non paghi il 33% su tutta la cifra. Paghi il 23% sui primi 28.000 € e il 33% solo sui restanti 7.000 €. Questo meccanismo si chiama tassazione progressiva per scaglioni ed è uno dei concetti che genera più confusione, quindi vale la pena tenerlo a mente.
Dall’imposta lorda si sottraggono poi le detrazioni spettanti (per tipo di reddito, familiari a carico, spese sostenute durante l’anno) per arrivare all’IRPEF netta dovuta.
Chi paga l’IRPEF: dipendenti, pensionate, libere professioniste in regime ordinario, titolari di ditta individuale, socie di società di persone (sulla propria quota di utile, anche se non distribuito — è il principio della “trasparenza fiscale”).
IRES: l’imposta delle società di capitali
L’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) riguarda invece i soggetti “collettivi”: Srl, Srls, Spa, cooperative ed enti commerciali. A differenza dell’IRPEF, non è progressiva ma proporzionale: si applica un’aliquota fissa del 24% sull’utile fiscale prodotto dalla società, indipendentemente da quanto sia alto.
Un punto importante da capire, soprattutto se stai valutando se costituire una società di capitali: l’IRES si paga sull’utile della società, non sul reddito che percepisci personalmente. Se poi la società distribuisce dividendi alle socie, queste pagano un’ulteriore imposta (aliquota del 26%) sulla quota percepita. È il cosiddetto fenomeno della “doppia tassazione”: prima la società paga IRES sull’utile, poi la socia paga sull’eventuale dividendo che incassa.
Chi paga l’IRES: società di capitali, cooperative, enti commerciali e stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri. Non riguarda ditte individuali e società di persone, i cui redditi restano tassati con IRPEF in capo ai soci.
IRAP: l’imposta regionale sulla produzione
L’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è concettualmente diversa dalle prime due: non colpisce il reddito, ma il valore della produzione netta, cioè la ricchezza generata dall’attività economica (ricavi meno costi deducibili, con regole specifiche). Il gettito va alle Regioni, che possono variare l’aliquota base entro certi margini.
L’aliquota ordinaria è il 3,9%, con possibili variazioni regionali e maggiorazioni per alcuni settori (come banche e assicurazioni).
Un’informazione che semplifica molto le cose per chi legge questa guida: dal 2022 le ditte individuali e le libere professioniste non pagano più l’IRAP, salvo il caso in cui abbiano una vera e propria “autonoma organizzazione” (dipendenti stabili, struttura articolata) — un’eccezione che riguarda casi specifici e va valutata con il proprio commercialista. Restano invece soggette all’IRAP le società di capitali e gli enti commerciali.
Perché questa distinzione conta per le tue scelte
Capire questa differenza non è un esercizio teorico fine a sé stesso: è alla base di molte decisioni concrete. Ad esempio, se stai valutando se restare ditta individuale o trasformarti in Srl, il confronto vero non è “IRPEF sì o no”, ma quanto pesa complessivamente IRPEF (progressiva, sulla tua persona) contro IRES + eventuale tassazione sui dividendi (proporzionale, sulla società). Con redditi medio-bassi l’IRPEF forfettaria o ordinaria spesso conviene; con utili più alti, la tassazione proporzionale della società può risultare più leggera — ma va sempre valutata caso per caso, considerando anche i costi di gestione societaria.
Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce una consulenza fiscale personalizzata: per una valutazione sulla tua situazione specifica, rivolgiti a noi e sapremo consigliarti al meglio!
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