Care amiche di Contabilitàdonna, creare uno studio associato a livello fiscale in Italia implica seguire una serie di passaggi burocratici e amministrativi. Uno studio associato è una forma di collaborazione tra professionisti che decidono di condividere risorse e dividere i costi, mantenendo comunque una propria autonomia. Ecco come fare:
1. Definizione della forma giuridica
Uno studio associato si configura come associazione professionale tra due o più professionisti. Non è una società commerciale, ma un’associazione tra persone fisiche con lo scopo di esercitare una professione intellettuale.
- Nota: Possono aderire solo professionisti iscritti a un albo o ordine professionale (ad esempio avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.).
2. Stipula dell’atto costitutivo e dello statuto
È necessario formalizzare un atto costitutivo e uno statuto, che disciplinano:
- Il nome dello studio associato.
- L’oggetto dell’attività (ad esempio: consulenza legale, fiscale, tecnica, ecc.).
- La suddivisione delle spese e dei guadagni.
- I criteri di ingresso/uscita dei soci.
- Eventuali norme interne di gestione.
L’atto deve essere redatto in forma scritta, ma non è obbligatorio autenticare la firma da un notaio, salvo che lo statuto preveda beni immobili o altre clausole specifiche.
3. Apertura della partita IVA
Lo studio associato deve richiedere una partita IVA dedicata presso l’Agenzia delle Entrate.
- Passaggi:
- Compilare il modello AA7/10 per le associazioni.
- Indicare il codice ATECO corrispondente all’attività svolta.
- Inserire i dati dei professionisti coinvolti.
4. Iscrizione al registro delle imprese (se applicabile)
Generalmente, uno studio associato non è obbligato a iscriversi al Registro delle Imprese, poiché non è un’attività commerciale. Tuttavia, verificare i requisiti specifici per la propria categoria professionale.
5. Scelta del regime fiscale
Lo studio associato viene tassato come ente non commerciale, e le imposte sono calcolate sui redditi prodotti. La fiscalità segue queste regole:
- IRPEF: I redditi dello studio associato vengono suddivisi tra i soci proporzionalmente alla loro quota di partecipazione, e ciascun socio paga IRPEF sul proprio reddito personale.
- IVA: È necessario emettere fattura con IVA per i servizi resi, salvo esenzioni previste per alcune attività professionali.
- Ritenute d’acconto: Lo studio associato può operare come sostituto d’imposta, trattenendo la ritenuta d’acconto sui compensi dei collaboratori o consulenti esterni.
6. Contributi previdenziali
Ogni socio è responsabile del pagamento dei propri contributi previdenziali all’ente previdenziale di appartenenza (ad esempio, Cassa Forense per gli avvocati, INARCASSA per gli ingegneri, ecc.).
7. Gestione contabile e fiscale
Lo studio associato deve:
- Tenere una contabilità separata per l’associazione.
- Presentare la dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi SP per società di persone).
- Predisporre una gestione interna per la suddivisione delle spese e dei guadagni.
Come sempre CONTABILITADONNA.IT offre servizi di consulenza e contabilità dedicate a Professioniste e Imprenditrici.
Per informazioni: contabilitadonna@gmail.com
Scrivici su WhatsApp : +39 346 1399609